Il divieto dei patti successori


Molti si chiedono se sia possibile stipulare accordi con i propri familiari o con terzi sulla futura eredità prima della morte.

La legge italiana vieta questo tipo di patti per tutelare la libertà testamentaria e l’autonomia del disponente.

Vediamo cosa sono i patti successori, quali tipi vieta l’art. 458 c.c. e quali eccezioni esistono.


Cosa sono i patti successori?

L’art. 458 del Codice Civile stabilisce il divieto dei patti successori, ossia di qualsiasi accordo che abbia ad oggetto diritti relativi a una successione non ancora aperta.

La norma vieta tre tipologie di patti:

1. Patto successorio istitutivo

Conosciuto anche come testamento contrattuale, si verifica quando due soggetti stipulano un contratto con cui uno istituisce l’altro erede.


2. Patto successorio dispositivo

È l’atto con cui un soggetto dispone, mediante contratto, dei diritti che gli potranno spettare su una successione non ancora aperta.


3. Patto successorio rinunciativo

È l’atto con cui un soggetto rinuncia anticipatamente ai diritti che potrebbe vantare su una successione futura.


Elementi comuni a tutti i patti successori


Fondamenti del divieto dei patti successori

Il divieto sancito dall’art. 458 c.c. si fonda su ragioni di ordine sistematico e di tutela, diverse a seconda della tipologia di patto.

Patto successorio istitutivo

Il divieto si giustifica in base a due principi fondamentali:

Patti successori dispositivi e rinunciativi

Il divieto si fonda su esigenze di protezione e ordine pubblico, in particolare:


Cosa sono i patti successori obbligatori?

Il divieto dell’art. 458 c.c. si estende anche ai patti successori obbligatori. Si tratta di accordi con i quali una parte si obbliga:

Anche se tali patti non producono effetti dispositivi immediati, ma solo obbligatori, restano vietati poiché contrastano con i principi di libertà e tipicità che regolano la materia successoria.

Atti esecutivi dei patti successori obbligatori: nullità o validità?

Ad esempio, Tizio si obbliga mediante contratto a redigere un testamento in cui nominerà Caio come suo erede.


Vi sono deroghe al divieto dei patti successori?

Sì. Il legislatore ha introdotto una deroga con la disciplina del patto di famiglia, prevista dall’art. 768-bis c.c.

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